Alcuni lo chiamano Cerchio di Donne, altri Cerchio al Femminile, alcuni cerchi più specifici vengono definiti “Tende Rosse”. Sono comunque gruppi di donne che si riuniscono per condividere il loro essere tali, nelle più diverse forme e modi. Alcuni possono avere un’impronta sciamanica, altri sono impostati più sul mutuo ascolto e aiuto. Possono essere guidati da conduttori e facilitatori o essere improntati all’autogestione. Perché riunire, in qualunque modo, un gruppo dove esistono solo le quote rosa?

Una domanda che devi porti se in qualche modo stai meditando di formare qualcosa di molto vicino a un cerchio di donne. Come nel mio caso. Questi miei giorni sono dedicati a organizzare un ciclo di incontri mensili che avrà il titolo “Il Respiro delle Donne”, con la nuova collega e amica Valeria Milan. Un’esperienza per me non nuova, peraltro, un tema già toccato nei seminari sul Femminile che abbiamo organizzato con il progetto Apriti alla Gioia. E in tanto, tanto lavoro personale sul recupero dell’Essenza del Femminile. Darmi e darci una risposta, in ognuna di queste occasioni, mi ha sempre riportato a riflettere su alcuni punti per me fondamentali. Quali?

Di solito, quando se ne parla – e ultimamente i cerchi sono molto in voga-, si porta sempre l’attenzione a quelle caratteristiche che tutti conosciamo come tipicamente femminili. Alla creatività, alla capacità intuitiva, alla sensibilità sottile delle donne. Talenti e capacità, ahinoi, ancora poco valorizzati nella cultura contemporanea, sicuramente da sviluppare, e intendiamo farlo anche con questo nuovo progetto. Ma ci sono anche altri aspetti dell’Energia Femminile, talvolta meno trattati, che meritano un approfondimento. Qualità emotive, mentali e biologiche – ognuna delle quali agisce ad ognuno dei tre livelli, in modo olistico-, che spesso noi donne non sappiamo di avere. O che non consideriamo come risorse. E’ a questi aspetti che, in una piccola serie di post, vorrei dedicare dell’attenzione. Seguitemi, iniziamo con il primo.

LA FEMMINILE CAPACITA’ DI COM-PRENDERE

Il trattino non è casuale: parliamo proprio della capacità di mettere insieme, di riunire, di accogliere insieme le diversità, di vedere le cose e le situazioni in modo onnicomprensivo. Il contrario, insomma, dell’escludere, del dividere, del settorializzare. Bando ai filosofismi, traduciamolo in soldoni.

Qualcuno ha visto il film E ora dove andiamo?, della regista e attrice libanese Nadine Labaki? Io mi sciolgo se solo ci penso. Per chi non lo conosce, in una nazione che fa da teatro a scenari di guerra religiosa cruenta, ecco dipinto un paesino sperduto in cui cristiani e musulmani convivono fianco a fianco. Circondati dalle mine eppure lontani dai veri orrori del conflitto, per loro la vita semplicemente procede. Un tram tram fatto però di oscillazioni, fra il convivere in amicizia e lo scontrarsi, diffidando all’improvviso dell’Altro perché crede in un Dio differente.

Questo per quanto riguarda gli uomini. Le donne, invece, oscillano solo quando danzano, meravigliosamente, insieme. Cristiane e musulmane, straziate dalle tante morti con cui la guerra le ha già segnate, sono coalizzate nonostante i dissapori, per mantenere pace ed equilibrio. E sono disposte a fare qualsiasi cosa per distrarre i loro uomini da tutto ciò che potrebbe riaccendere le ostilità. Qualsiasi cosa tranne ciò che si adoperano con tanta fatica ad evitare: uccidere. Può sembrare un pacco, ma vi assicuro che fra momenti musicali e trovate geniali il film regala non solo poesia, ma anche più di un momento tragicomico. E pure qualche scena davvero esilarante. Ecco lo spezzone iniziale, in cui queste donne si recano in corteo verso i loro cimiteri che giacciono, anch’essi, fianco a fianco. Seguendo assieme un rituale tutto loro. A me che ho visto il film, viene la lacrimuccia ogni volta che rivedo la scena.

A chi dovesse obiettare che il cinema non è la realtà, ricordo quanto ha fatto notizia il movimento Women Wage Peace. Quel fenomeno grazie al quale, davvero, donne di religioni differenti hanno marciato, sensibilizzato, avviato iniziative insieme per la risoluzione pacifica del conflitto israeliano – palestinese. Dove il dolore si fa davvero insostenibile, le donne recuperano spontaneamente questa loro capacità innata di vedere oltre il conflitto, e saper mettere insieme le diversità. Accogliendole in un contenitore unico per un obiettivo comune.

SOLIDARIETA’ FEMMINILE: LA MATRICE BIOLOGICA

So cosa stanno pensando alcuni, e soprattutto alcune. Se pensiamo alle circostanze che viviamo e vediamo nel quotidiano, in molti ambienti popolati di sole donne… Non so se il confronto con le situazioni di cui sopra vi fa ridere o piangere, a me un po’ tutte e due. Diventa difficile credere che la comprensione sia una risorsa femminile intrinseca. Se pure riusciamo a intravederla, talvolta farla emergere dal profondo pare più difficile che minare Bitcoin.

Eppure esistono studi che confermano l’esistenza di una matrice biologica in questa caratteristica. Nel 2000, in California, la Dott.ssa Shelley Taylor ha confermato una teoria su cui si lavorava in ambito di ricerca dagli anni ’90. Abbiamo sentito tutti parlare del fatto che, in condizioni di pesante stress, l’essere umano mostra una reazione di attacco o fuga, giusto? E naturalmente, non stiamo parlando solo di una reazione in caso di aggressione. Nella vita di tutti i giorni, nelle relazioni interpersonali, quando siamo sotto pressione attacchiamo – anche verbalmente o in modo passivo-aggressivo – chi ci fa sentire questa pressione. Oppure, fuggiamo dalla situazione per evitarla. Pare che le donne, però, siano più propense a un comportamento diverso e soprattutto più efficace, per motivi ormonali… Quindi basta prendercela con i nostri ormoni: giocano anche a nostro favore 🙂

Questo comportamento differente e più “femminile” è stato denominato tend and befriend, ed è un istinto che le donne dimostrano sotto stress ad agire – congiuntamente – in due modi. Tend, ovvero curare e proteggere sé stesse e i figli, e Befriend, ovvero cercare sostegno e reciproco aiuto in altri, nella collettività, nel gruppo di appartenenza. Ad associarsi per difendersi meglio, insomma. Non fraintendetemi: è stato dimostrato di recente che anche gli uomini, in determinate condizioni, adottano questo tipo di risposta, così come abbiamo capito sopra che anche le donne possono diventare aggressive. In ognuno di noi, dal punto di vista sia energetico che bio-chimico, esistono uno Yin e uno Yang, una parte di Femminilità e una di Mascolinità. Ma sembra ancora che la Donna sia più propensa alla strategia tend and befriend. Questo a causa della “collaborazione” fra l’ossitocina – l’ormone che stimola questo tipo di risposta – con altri ormoni femminili.

TEND AND BEFRIEND: IL RISCONTRO ENERGETICO

Lo Svadhisthana Chakra – il secondo chakra, per gli amici – dal punto di vista energetico è ciò che di più vicino a un contenitore potremmo immaginare. Non è un caso se si colloca praticamente al centro del bacino. Esso gestisce le energie del nostro ricco bacino emozionale, del nostro sconfinato bacino inconscio e subconscio, del nostro illimitato bacino creativo. Per non parlare del fatto che gestisce l’energia uterina, associata al contenitore della Vita. Per il secondo chakra, tutte queste funzioni sono espressioni di un’unica, grande funzione: comprendere e contenere tutte le nostre personali sfaccettature e diversità.

Il secondo è il chakra che si sviluppa in particolare quando, dopo i primi sei mesi di vita circa, scopriamo che esiste l’Altro. Prima di questo passaggio noi non capiamo la distinzione fra Sé e Altro, e in pratica viviamo come se fossimo un tutt’uno con la Madre. Poi capiamo la differenza, e iniziamo a provare un desiderio: quello di propendere verso l’Altro, di scoprirlo, di abbracciarlo, di sentirci amati e non respinti. Non sembrano temi così lontani da quelli affrontati finora, no?

Esso riceve dal chakra della radice l’onda energetica che divampa quando abbiamo paura, quando dobbiamo difenderci e proteggerci, quando l’ansia inizia a formarsi e salire. Se glielo permettiamo, quando serve, ha il potere di trasformare quell’onda nella ricerca di alleati, anziché in un attacco solitario o in una fuga altrettanto solitaria. E se assieme al suo potere usiamo anche quello del Cuore, il potere di com-prendere davvero l’Altro, potremmo riuscire perfino a trasformare qualche nemico in alleato, attraverso l’empatia. Sapete un’altra cosa? Tipicamente – e nonostante ci siano da fare delle precisazioni ulteriori, con cui non vi annoierò ora – sia il secondo che il quarto chakra sono considerati prevalentemente Yin, guidati da un’energia di tipo soprattutto Femminile.

COSA POSSIAMO CONCLUDERE?

Che sia davvero necessario vivere nel bel mezzo di una guerra per superare la competizione aggressiva a cui molte di noi donne siamo spinte nel mondo di oggi?

Provate a immaginare un ufficio, un’associazione, un gruppo genitori di sole donne… che trova il modo di superare i piccoli, grandi conflitti e le diversità. Un gruppo di donne che collaborano e lavorano insieme per mandare avanti le cose, senza passare il tempo a sgomitare e pestarsi i piedi a vicenda. Con l’obiettivo di stare meglio tutte, vivendo in serenità, tanto per cambiare. Coalizzate per superare gli stress e le avversità che tutte, comunque, si trovano ogni giorno ad affrontare. Senza aggiungere, a questi, l’inutile stress del confronto, anzi, condividendo saperi e strategie, imparando una dall’altra. Riuscite a vederlo? Eh già: un’inarrestabile forza della Natura. Chi come me ha visto e vissuto anche questo, può confermare che il potenziale è enorme.

Forse nel quotidiano contemporaneo abbiamo un tantino bisogno di ricordare come accedere a questa risorsa della com-prensione, voi che dite? E possiamo farlo in un cerchio di donne. Un cerchio, a mio parere ma anche secondo la mia collega Valeria, che non porti teorie, parole, soluzioni pre-confezionate. Che porti invece esperienze che permettano di esplorarci come Donne, come forse non ci siamo mai permesse di fare prima. Provate a immaginarlo. Provate a pensare di volare insieme sopra le nuvole, anziché spezzarci le braccia nel tentativo di abbracciarle da sole.

 

Nella foto in alto, il mio Cerchio di Donne più amato: Farida & The Oriental Pearls

 

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