Molti indicano il Riequilibrio Energetico come tecnica antistress naturale, ma perché e su cosa agisce? Ecco la mia risposta, con la precisa scelta di metterla in termini – spero – semplici e comprensibili, puliti dai tecnicismi degli addetti al settore. For dummies, insomma 🙂

Esistono diversi modi di re-agire alla Vita quando stressa, quando offende, quando mette in difficoltà. La #Psicoenergetica, su cui il riequilibrio energetico si basa, studia le strutture e modalità di difesa umane per come stanno in rapporto con la nostra energia vitale e il nostro modo di usarla. E mostra che gli infiniti modi di reagire alle situazioni di disagio si possono ricondurre a cinque atteggiamenti fondamentali: fuggire, appoggiarsi, tollerare, manipolare, irrigidirsi. Ma ognuna di queste parole apre a un mondo di sfumature di grigio, di significati ampi, di sfaccettature di comportamento. D’ora in poi ne parleremo un po’ alla volta, qui o sulla mia pagina Facebook, di post in post. Per ora, completiamo questa piccola panoramica introduttiva, per capire intanto di cosa stiamo parlando.

Fuggire, Appoggiarsi, Tollerare, Manipolare, Irrigidirsi

Ognuno di noi può impiegare ciascuna di queste cinque strategie, in base al contesto e alla situazione. E spesso inconsapevolmente. Abbiamo appreso a farlo da bambini, assorbendo dai modelli di comportamento che avevamo davanti, ad esempio. Ma anche seguendo il nostro istinto e la nostra “pancia”, per poi affinare con l’esperienza. Ne privilegiamo una o due di queste strategie, di solito, ma in qualche modo le conosciamo tutte. Sono le corazze che indossiamo – a livello caratteriale, psicoemotivo, e perfino a livello di atteggiamento corporeo e muscolare – nel momento del bisogno… e non solo.

La difesa diventa quindi struttura, la struttura diventa carattere, e noi finiamo per identificarci completamente con quel nostro “carattere”. Che in realtà è solo una misura difensiva. Capita mai di ritrovarsi a reagire in un certo modo di fronte a situazioni simili, e ciononostante di pensare “Io però non sono così?”. Lo pensiamo perché è vero. E’ che raramente ci hanno insegnato a distinguere il Carattere – che è un colore e può cambiare a seconda della luce -, dall’Essenza. La quale, invece, è ciò che ci contraddistingue, che ci rende unici e che non cambia in nessuna circostanza.

Quando si dice che parte dello #stress dipende da noi, da come re-agiamo alle situazioni e agli #stressor, si intende che parte dello stress deriva dalle difese che adottiamo inconsapevolmente. Soprattutto perché, spesso, in realtà i nostri atteggiamenti ci proteggono da un lato ma ci limitano dall’altro. Quando accade è come se girassimo in tondo, consumando un sacco di energie senza risolvere davvero il problema. Perché i tratti del nostro carattere sono al contempo i nostri punti di forza e i nostri punti di debolezza… come ci insegna il Tao, niente è solo bianco o solo nero, solo utile o solo inutile.

Non dilunghiamoci oltre, in questa sede, ma linko qui un altro mio articolo che approfondisce il tema delle cause di stress interiori, e di come si creano all’interno del nostro sistema – persona.

La vera tecnica antistress, qui, è… la Consapevolezza!

Ciò che il riequilibrio energetico aiuta a fare, in quest’ambito e attraverso centratura e rilassamento, è ritrovare maggior consapevolezza di sé. Delle proprie modalità, di come e quando usiamo queste strategie, della misura in cui ci aiutano e della misura in cui ci limitano. Anche il comportamento è energia: si traduce in equilibri e disequilibri del nostro campo, dei nostri chakra, dei nostri canali energetici. Riportare più equilibrio diventa quindi un modo naturale per lasciar emergere queste nostre personali Verità. E per poter decidere consapevolmente cosa farne: come sfruttare le nostre reazioni abituali quando ci fanno bene, e come cercare di trasformarle in abitudini migliori quando ci fanno più male che bene.

In ultima istanza, infatti, è la nostra stessa mente a generare il disequilibrio, con le sue convinzioni e i suoi schemi. Il riequilibrio energetico dei chakra e dell’aura insegna invece attraverso l’esperienza. Insegna che quando siamo più centrati in noi stessi, spontaneamente reagiamo in modo più efficace e più utile. Che quando ci concediamo di rilassarci, spontaneamente siamo più lucidi nel prendere decisioni. Che quando siamo più in contatto con le nostre emozioni, non ne saremo travolti quando non sarà più possibile respingerle giù, dove nessuno possa vederle – nemmeno noi.

Perché la nostra energia è estremamente intelligente. In realtà, il nostro sistema è strutturato per sapere già, di suo, come elaborare al meglio tutte le diverse frequenze che compongono l’energia vitale, quelle associate a emozioni, reazioni, pensieri, atteggiamenti corporei. Se si inceppa in uno stato di disequilibrio, è perché – ancora una volta – nessuno ci ha insegnato questo. Per lo più, come si diceva prima, abbiamo imparato ad adottare comportamenti, e non tutti utili.

Ma noi siamo una macchina perfetta, non solo dal punto di vista fisico e biologico, bensì anche dal punto di vista mentale ed emotivo. Il riequilibrio energetico emozionale ne olia gli ingranaggi che abbiamo lasciato arrugginire, permettendo loro di guidarci, passo dopo passo, consapevolezza dopo consapevolezza, verso una vita più distesa. Una vita più rispettosa delle nostre esigenze. E sì, anche una vita più performante, perché la consapevolezza ci permette di investire meglio le nostre energie, e di indirizzarle là dove davvero serve.

 

 

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