A ognuno il suo stress… ma perché?

In questo articolo cercherò di spiegare, con parole chiare, urbane, comprensibili a tutti, perché lo stress è qualcosa di molto soggettivo. Per quale motivo, quindi, ognuno subisce stress per motivi diversi e da fonti diverse. E perché non esiste pertanto una formula antistress, o di rilassamento, uguale e funzionale allo stesso modo per tutti. Infine capiremo cosa la pranopratica e l’approccio olistico possono fare per affrontare il problema dello stress accumulato. Tenendo conto, per l’appunto, del fatto che… a ognuno il suo stress.

Ogni testa forma un mondo

Innanzitutto, chiariamo questa cosa della soggettività. Gli studi psicologici concordano sul fatto che non tutti reagiamo alle cose nello stesso modo. E senza scomodare gli studiosi barbosi, se ci guardiamo intorno possiamo osservarlo in modo molto empirico e banale. Vi è mai capitato di dire a qualche amico o amica che vi fa una confidenza: “Ma come fai a restare così calmo – o calma? Io al posto tuo darei di matto in una situazione così!”. Ma anche il contrario, no? Capita anche di pensare: “Non capisco perché se la prenda tanto. In fondo non è successo niente di che”.

Il fatto è che ogni testa forma un mondo, e non è solo saggezza popolare, è proprio scientifico. Questo per il fatto che ognuno di noi, nel proprio cervello, ha due meccanismi di precisione che infallibilmente agiscono all’unisono. E vanno così a determinare, in ogni situazione, i nostri comportamenti, sulla base delle nostre esperienze personali. Questi due meccanismi si chiamano corteccia prefrontale – l’area del cervello adibita, tra l’altro, a processare emozioni e risolvere problemi – e sistema limbico, che è il nostro sistema della memoria. Qui semplificheremo molto il meccanismo, ma basta che facciate delle ricerche veloci per capirne di più.

Il sistema della memoria

Ogni volta che facciamo un’esperienza, il nostro sistema limbico non solo la registra nella sua memoria di archiviazione – e la metafora informatica non è casuale. Prima di metterla via, di salvare il file, la etichetta anche con un giudizio: positiva o negativa. Sulla base di cosa? Di quanto abbiamo gradito l’emozione – super parola chiave – che ha accompagnato quell’esperienza. Emozione piacevole? Va nella cartella POSITIVE. Emozione dolorosa? Cartella esperienze NEGATIVE. La maggior parte di tutto ciò finisce poi nel nostro archivio personale più grande: il nostro inconscio. E da lì, ci manovra per sempre. O quasi…

Ogni qual volta facciamo un’esperienza simile, infatti, il nostro inconscio risponde recuperando il file, e soprattutto la relativa emozione. La corteccia prefrontale registra la situazione, e anche quell’emozione. Bella o sgradevole. Il sistema libico – per conto suo, senza farci fare troppi sforzi – a quel punto determina come ci comporteremo di conseguenza. Il come e il perché lo spiego in questo post dedicato agli engrammi – o memorie emotive – come cause di stress interiori. Qui e ora, soffermiamoci un attimo su questo punto, e facciamo piuttosto un esempio pratico.

Magari, quando eravamo piccoli, ogni tanto i nostri genitori litigavano in un’altra stanza. E talvolta urlavano parecchio. Se poi li ritrovavamo a darsi i bacini per fare pace, e quando comparivamo noi con i nostri musini era come se nulla fosse successo… Avremo registrato che urlare quando si litiga, per quanto poco educato, è una cosa che succede. Punto. E da lì in poi, quando sentiremo delle persone urlare, non registreremo molto di più di un fastidio acustico. Ci romperà, magari ci sposteremo altrove finché la burrasca non passa, ma muore lì.

Ora, torniamo bambini. Se invece poi la discussione di mamma e papà si prolungava per ore… Se comparivamo noi con i nostri musini, e loro urlando ancora più forte ci ordinavano un bel “Torna in camera tua”, e poi per giorni in casa l’aria si poteva tagliare con il coltello… Probabilmente ci saremo sentiti insicuri e impotenti a casa nostra. E difficilmente quando sentiremo delle altre persone urlare riusciremo a controllare l’ansia. Anche se la cosa non ci riguarda e non ci tocca minimamente. Vi torna, con la vostra esperienza o con quella di altre persone che conoscete? Noi funzioniamo così. Qualunque piccola o grande cosa accada nella nostra vita, la viviamo in funzione delle nostre memorie. E, di conseguenza, come stressante o non stressante.

La consapevolezza e il rilassamento

Ora, la maggior parte del problema risiede nel fatto che non siamo consapevoli di questo meccanismo. Scatta in automatico, al di là del nostro controllo. Se però ce ne rendiamo conto, tornando all’esempio di cui sopra, possiamo capire che le sgradevoli persone che a volte ci urlano intorno non sono mamma e papà. Ma soprattutto, che noi non siamo più bambini inesperti, bensì adulti che possono mettere in atto delle strategie. Abbiamo il diritto di chiedere gentilmente di non urlare. Se temiamo di non averne il diritto, ad esempio con il nostro capo, possiamo ricordare a noi stessi che non verrà a casa con noi. Che noi facciamo un lavoro, ma non siamo il nostro lavoro. Esempi banali e semplicistici, ma c’è molto, molto di più dentro di noi che possiamo mettere in campo.

Per fare ciò, però, occorre recuperare uno spazio di rilassamento. Un momento in cui allentare le corde dello stress. Le ferie servono a questo, ad esempio. Ci scivola tutto un pochino più addosso dopo una bella vacanza, almeno per qualche giorno, giusto? Un maggiore rilassamento ci consente di vedere le cose in modo più lucido, anziché dall’interno della gabbietta di paura e ansia in cui l’eccesso di stress spesso ci costringe. Quindi prendersi dei piccoli momenti per sé, almeno settimanalmente, in cui staccare la spina da tutto e tutti è già di per sé un aiuto. E poi, esistono anche le soluzioni.

Le onde Theta
“”Le esperienze di pace profonda, come quelle che sperimentiamo nel range delle onde theta, ci permettono di rilasciare il dolore associato alle memorie […] in modo distaccato, e ci permettono di compiere delle scelte di vita liberamente, anziché come schiavi delle nostre emozioni. Vediamo, da una prospettiva fisiologica, in che modo è possibile cambiare la nostra risposta alle memorie. Io la chiamo terapia limbica perché l’emozione associata alla memoria, che è stata codificata nell’ippocampo, può essere effettivamente rilasciata.” Leonard A. Wisneski, da The Scientific Basis of Integrative Health.

Traduciamolo con parole terra terra. Le emozioni associate alle memorie possono essere ri-lasciate, quindi. Nel senso proprio legale del termine: liberate dal file in cui sono trattenute prigioniere, costrette a riproporsi ogni volta che un’esperienza simile si ripresenta. Possono essere liberate a partire dalla consapevolezza che esistono maniere migliori di difendersi dal dolore. Migliori che attivare una prolungata, eccessiva e logorante risposta allo stress. E può succedere quando il nostro cervello si accorda nel ventaglio delle frequenze che chiamiamo Theta.

Il nostro cervello produce infatti diversi tipi di onde, a seconda del tipo di attività in cui siamo impegnati. Le onde Theta, tra i 4 e i 7.9 Hz, caratterizzano i nostri momenti di sonno leggero e rilassato – in cui si sogna – E di elevata creatività. Sono anche i momenti in cui sognamo ad occhi aperti, o in cui ci arrivano quelle intuizioni brillanti non si sa ben da dove. Le onde Theta influiscono molto proprio sul funzionamento della corteccia prefrontale, ne migliorano la capacità di apprendere dalle situazioni. E di elaborare le emozioni in maniera differente, altra rispetto a quella determinata dal nostro inconscio. L’ipnosi, ad esempio, ci induce a produrre proprio le onde Theta, e in questo risiede il suo potere terapeutico.

Onde theta e riequilibrio energetico

L’ipnosi non è l’unico modo per raggiungere lo scopo. Per scoprire perché, facciamo una breve digressione. In questo post in cui racconto di cosa la pranopratica si cura, spiegavo in che modo i nostri chakra si strutturino, a loro volta, sulla base delle nostre esperienze. Come manifestino in base al loro stato di equilibrio o disequilibrio tutte le matrici che hanno caratterizzato la nostra crescita, la formazione della nostra personalità. Riflettono quindi anche la maniera in cui gestiamo le emozioni, la maniera in cui il nostro sistema limbico lavora. Non a caso i chakra hanno origine, nel nostro corpo energetico, in corrispondenza della sede fisica del midollo spinale. Che è, lo ricordiamo, il principale mezzo di comunicazione fra corpo e cervello, fra sistema nervoso autonomo e somatico.

Durante e dopo le sedute, il riequilibrio energetico permette di far riemergere quelle emozioni associate alle nostre memorie ed esperienze, e di elaborarle, per così dire, diversamente dal solito. Maturando nuove consapevolezze, come quella – banalmente – di non essere più bambini indifesi. Questo anche in funzione del fatto che un lavoro di riequilibrio mirato spesso induce in chi lo riceve… uno stato di profondo rilassamento, e talvolta perfino un sonno leggero. Durante alcune sedute il cervello inizia a produrre onde Theta, insomma. 🙂 E come funziona?

La materia, ormai lo sappiamo, è fatta di energia concentrata, e anche pensieri ed emozioni sono informazioni condotte nel corpo e nella mente sotto forma di energia. Riequilibrare i chakra e in generale il sistema energetico, quindi, può davvero smuovere i nostri blocchi personali, quelli che determinano ciò che percepiamo come stress eccessivo di fronte a certe situazioni. E’ ciò che si intende quando si dice che le discipline olistiche, bionaturali o complementari, si occupano delle cause profonde del disagio anziché dei sintomi.

Per concludere, lascio parlare di seguito alcune persone che hanno provato. Se non vi è chiara la teoria, spero possano esserlo di più le parole di chi descrive gli effetti di un percorso di riequilibrio, percepiti su di sé 🙂

Foto di Pete Linforth da Pixabay

Riferimenti

Leonard A. Wisneski, The Scientific Basis of Integrative Health
Claudia Rainville, Metamedicina. Ogni sintomo è un messaggio.

Con Loretta, persona splendida, ho fatto un percorso nel peggior periodo della mia vita. Avevo bisogno di lasciar andare, digerire, metabolizzare quello che mi è successo. Il suo prezioso lavoro mi ha aiutato molto, mi ha fatto riscoprire la mia forza interiore, ha riequilibrato le energie e canalizzate nel modo giusto. Grazie Loretta! Recensione da Facebook

S. F. 3

Loretta è una professionista accogliente e trasmette sicurezza. Mi ha guidato in un percorso di crescita, aiutandomi ad abbandonare vecchi pensieri limitanti e dolorosi. Mi sono sentita migliorata nell’umore, nel corpo e nello spirito. La consiglio assolutamente! Recensione da prontopro.it

G. M.

Soffro di colite da tanti anni e lo stress ed alcune emozioni non elaborate nell’ultimo periodo han aggravato una situazione già difficile di suo. Mi sono affidata a Loretta e la sua empatia e capacità di ascolto mi ha messo subito a mio agio e con trattamenti la situazione è decisamente migliorata. Difficile esprimere a parole la sensazione del calore delle sue mani durante il trattamento: è rilassante e si sente il benessere in tutto…

O. M.

Davvero incredibile, quando ho provato la prima volta ho sentito il mio corpo rispecchiare di energia, ad occhi chiusi ho potuto sentire il calore delle mani di questa speciale professionista infondere beneficio e calmare dolori che erano persistenti da tempo. Da due settimane ho iniziato un percorso continuativo e ne sto già godendo i benefici riscontrati anche nelle analisi del sangue. Devo solo ringraziare di aver incontrato Loretta nella mia vita. Consiglio vivamente a tutti…

S. F. 2

Mi sento di consigliare Loretta per il suo modo di prenderti “in carico” che considera la persona nella sua globalità. Mi sono rivolta a lei per un problema e ne ho risolti pure altri. Sono molto contenta di aver intrapreso questo percorso. Recensione Facebook

C. A.

Cordialità e disponibilità sono il valore aggiunto di Loretta, ma la cosa più bella è che mi ha liberata dai miei dolori alle cervicali!!! Recensione Facebook

M. T.

Ho fatto con Loretta una bellissima esperienza e mi ha aiutato a superare dei problemi che mi disturbavano da tempo. E’ stato proprio un lavoro molto intenso, e lei è bravissima e paziente, ma le sue mani emanano un’energia che senti ti lavora in profondità. E’ vero che poi il lavoro lo devo fare io, ma lei mi ha dato proprio la forza e l’aiuto per spingere un pò più in là i miei limiti.…

T. L.

Sono sicuramente di parte… ma l’efficacia con cui ha sistemato tanti miei piccoli e meno “infortuni”, resta un fatto…e il mio corpo ringrazia!! Eccellente, determinata e per nulla invasiva, consiglio di certo una prova! Recensione Facebook

F. G.

Ho fatto con Loretta un percorso completo, in più trance, andando a lavorare da capo a piedi per un riequilibrio generale e soffermandoci su alcuni punti più “critici”. È stata per me un’esperienza perfetta, ragionata e insieme di estrema sensibilità (nella duplice accezione di legata ai sensi e alle sensazioni nonché di attenzione e cura del rapporto con la persona). Il suo approccio è globale e profondo, oltre che consapevole di dove può spingersi e…

S.C.

In passato ho avuto altre esperienze di pranoterapia, ma risultati così immediati e palpabili come con Loretta non ne avevo avuti. Consiglio vivamente di affidarsi alle sue magiche mani….provare per credere! Recensione Facebook

S. F.

Io ho fatto due tipi di lavori con Loretta. Trattamenti puramente rilassanti, giusto per farsi una coccola, estremamente piacevoli durante la seduta e che poi ti alzi dal lettino con un sorriso un po’ ebete stampato in faccia e una sensazione di leggerezza e armonia. Ho fatto poi dei trattamenti mirati a risolvere dolori, disturbi, sensazioni spiacevoli a volte anche non ben definite. Loretta non affronta il dolore ma lo accoglie, lo addomestica, lo coccola…

L. G.

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