Il Se Superiore: l’unica parte di noi che pensa in modo puro, senza condizionamenti.

Ebbene sì. Perché il Se Superiore è pura Coscienza, una scintilla della Coscienza Collettiva, della Coscienza Divina, del Campo Unificato, come lo si voglia chiamare. Una cellula funzionale e operativa di quell’immenso organismo che è l’Universo, se vogliamo metterla in questi termini. E in quanto tale, è la parte di noi che avrebbe il compito di guidarci lungo il nostro percorso di Vita, di indicarci la strada.

Il Se Superiore, infatti, non conosce emozioni positive e negative. Conosce semmai esperienze, e la capacità di osservarle per apprendere ed evolvere, senza valutarle in qualche modo. Il nostro Se Divino – dovrò pur usare qualche sinonimo 🙂 – non conosce le relazioni e i loro intrighi. Conosce solo la connessione, naturale e dinamica, fra se stesso e ogni altra espressione del Se Divino. La separazione fra Tu e Io per il Se Divino è puro intrattenimento, una recita fra figuranti che proprio attraverso il copione scoprono di essere, in realtà, pura illusione.

Egli vive nella dimensione del Noi, ma ci lascia fare, ci lascia perpetuare il nostro gioco di ruoli. Proprio come una Madre o un Padre lasciano giocare i loro figli, perché il gioco è la prima forma di apprendimento della Vita Cosciente. Quindi sì, per il nostro Sé Superiore, l’Io è solo un bambino. Ma se l’Io è sempre pronto a distaccarsi da quel Sé, il Sé invece sa bene che, finché siamo qui, quel bambino immaturo è parte integrante di lui. Integrante, sì, perché se si riveste di personalità come ci si riveste di una maschera, è per fare esperienza di quel limite che il Sé Superiore non conosce. E’ per aggiungere così nuova consapevolezza e saggezza al già ampio bagaglio di conoscenza di cui dispone. Quindi non opera il distacco, semmai il discernimento. Il Se Superiore sa che l’Io cammina nei sogni.

Energia che sale, Energia che scende

La Via attraverso la quale il Se Divino comunica con il nostro Io, la nostra personalità, è la cosiddetta corrente energetica discendente. Noi siamo come una particolare fontana: lungo l’asse centrale del nostro corpo, immaginate un canale che attinge acqua vitale dalle profondità della terra e la spinge verso l’alto, su fin sopra il nostro capo. Giunge così a un’uscita che le permette di ricadere a pioggia, di ritornare al punto di partenza, ma non uguale a sé stessa, no. Al di sopra di essa splende un sole abbagliante, che la illumina dall’alto, che le dona una trasparenza e una qualità dorata che altrimenti essa non avrebbe. Il Sole del Sé. In realtà anche questo flusso discendente scorre all’interno di noi, ma la metafora era utile per comprendere a fondo un altro punto.

La pulizia di quell’acqua dipende da noi, da quanto ci sporchiamo giocando al nostro gioco fatto di sogni. Quanto saprà trattenere quella doratura luminosa, quanto saprà trasportare le preziose informazioni di luce e colore donatele dal Sole, dipende da quanto teniamo in ordine il nostro canale. Chi dice che l’Io va tr-asceso per raggiungere il Sé, dice una cosa vera che va ulteriormente specificata, se non si vuole che sia fraintesa. Perché l’Io, finché siamo in questo Mondo di finta Materia, non può essere trasceso in alcun modo, salvo… abbandonando la Materia stessa. Per rimanere qui, ma in pieno contatto col Sole, non possiamo eliminare il nostro Io. Possiamo solo far sì che la sua acqua sia sempre più pura, affinché nella sua trasparenza essa possa sposare la luce del sole. In questo consiste il gioco.

Tutte le meditazioni che abbiamo incontrato nei capitoli precedenti di questa serie di post, dedicati ai chakra e alle risorse da risvegliare dentro di noi per evolvere verso il nostro Scopo, servono proprio a dare una mano per preparare questo terreno. A far sì ogni prezioso messaggio del nostro Se Superiore, la nostra guida, possa penetrare a fondo nel nostro sistema senza incontrare ostacoli.

Come, ad esempio, un conflitto fra ragione e intuizione, perché servono entrambe per decodificare quel messaggio che, spesso, giunge cifrato. Come una bugia che raccontiamo a noi stessi, che farà apparire quel messaggio come fuori contesto. Come un cuore reso sordo dal dolore, perché amore, compassione e perdono sono i soli che sanno tradurre la lingua del Sé in quella dell’Io. Come un Io che agisce contro gli altri o contro se stesso, perché non comprende che fra le due non c’è differenza. Come una sordità anche ai propri desideri e bisogni, che nel bene e nel male ci indicano sempre in che direzione andare per apprendere. E come la paura, di vivere, essere o agire, che ci frenerà dal metterci in cammino.

Esperienza e trascendenza

In questa sconcertante primavera del 2020 si parla molto di risveglio collettivo e delle coscenze, di rinascita dell’Umanità. E talvolta anche di Corpo Cristico, di come dobbiamo elevarci in corpo e in Spirito per divenire come i saggi illuminati che ci hanno insegnato la via, creando un Nuovo Mondo. Non si può fare per sola grazia Divina, perché abbiamo un libero arbitrio, una capacità di scelta, e ci è stata data proprio per poter giocare ai nostri ruoli. Pensiamoci un attimo: se tutti sapessimo giocare perfettamente al gioco, tutti con le stesse regole e le stesse strategie, tutti muovendoci allo stesso modo… non sarebbe molto noioso? In questo modo, cosa mai potrebbe apprendere di nuovo la grande Coscienza, su se stessa e le sue Creature, che giocando le permettono di esplorarsi?

Quindi, giocare è l’unica via. Giocare sempre più pulito, imparare sempre di più dai limiti per poter valicare Il Limite, scegliere di trasformare il messaggio in presenza e azione, affinché non svanisca in un nuvola di parole. Addomesticare i nostri demoni interiori affinché non siano costretti a trattenerci a Terra. Eh sì, essi devono farlo, finché non hanno esaurito tutta la loro ragion d’essere. Altrimenti finiremmo come Icaro, a volare troppo in alto troppo in fretta, con ali fatte non di carne ma di cera. Pronte a sciogliersi e farci cadere al contatto con l’Amore immenso del Sole.

Immagine in alto di Hans Braxmeier
Prima della meditazione guidata per ricontattare il proprio Se Superiore, ecco i link a tutti gli articoli di questa serie! Hai Letto: Settimo Chakra | Il Sé Superiore, Ritrovarlo per Ritrovare Se Stessi. Meditazione in basso.
Primo Chakra | Superare la Paura, trasformarla in Alleata
Secondo Chakra | Superare i momenti Difficili con la Creatività
Terzo Chakra | Proattività: Cos'è (da un punto di vista energetico)
Quarto Chakra | Seguire il cuore o la mente nei momenti duri?
Quinto Chakra | Essere Se Stessi ritrovando la propria Verità.
Sesto Chakra | Come Sviluppare l'Intuito senza Perdere la Ragione.

 

 

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